Venerdì 27 novembre
In questo numero...
:: ANIMALI, INIZIA LA FESTA DEL SACRIFICIO. L'ENPA: "CONTROLLI CONTRO LE MACELLAZIONI ILLEGALI"
:: MACELLAZIONE RITUALE, MULTICULTURALIMO E DEI DIRITTI DEGLI ANIMALI. PRESENTATA UNA INIZIATIVA A REGGIO EMILIA
:: GENOVA, L'OSPEDALE SAN MARTINO APRE AI QUATTROZAMPE. L'ENPA: "OTTIMA INIZIATIVA"
:: LA SUA PROPRIETARIA INCIAMPA E CADE SU UN MARCIAPIEDE, CAGNOLINA CHIAMA I SOCCORSI
:: L'INCREDIBILE STORIA DI MOSE', PRESO A BASTONATE, RINCHIUSO IN UN SACCO E SALVATO ALL'ULTIMO MINUTO
:: CATANIA. GRAVEMENTE FERITO E SANGUINANTE, CANE ABBANDONATO SENZA SOCCORSI
:: ANIMALI. MAI PIÙ ELEFANTI NEGLI ZOO INDIANI. L'ENPA: "QUANDO LA LIBERTÀ ANCHE IN ITALIA?"
:: GIU' LE MANI DAI "MILLE", L'ENPA CONTRO IL PROGETTO DEL COMUNE DI CATTURARE E ABBATTERE I PICCIONI DI SAVONA
:: CACCIA, DEROGHE IN LOMBARDIA, L'EUROPA INTERVIENE D'URGENZA PER DIRE STOP. DURE DICHIARAZIONI DEL COMMISSARIO DIMAS.
:: OPERAZIONE DELLE GUARDIE ZOOFILE DI CASERTA: CACCIATORI "IN NOTTURNA" SEGNALATI ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA
:: TRUFFA SUI FONDI COMUNITARI IN LIGURIA, LE GUARDIE ZOOFILE ENPA DI GENOVA SEGNALARONO IL FATTO NEL 2005
:: UN CALENDARIO A QUATTROZAMPE (E NON SOLO) PER AIUTARE I TROVATELLI DEL COMUNE DI PIOMBINO
:: VISITE VETERINARIE GRATIS AI QUATTROZAMPE DELLE CATEGORIE SOCIALI DISAGIATE. LA PROPONE IL COMUNE DI SAVIGLIANO
:: NASCE "TRANTRAN.INTORNO A MONZA & BRIANZA", RIVISTA QUINDICINALE CHE DA' VOCE ANCHE ALL'ENPA
:: ESPOSIZIONE FELINA MAGNIFICAT: GATTI DETENUTI IN STRETTE GABBIE ANCHE A SCOPO DI VENDITA
:: ANIMALI, INIZIA LA FESTA DEL SACRIFICIO. L'ENPA: "CONTROLLI CONTRO LE MACELLAZIONI ILLEGALI"
Comincia la festa del sacrificio, tradizionale ricorrenza islamica durante la quale vengono sacrificati animali (ovini, caprini o bovini). "Chiediamo alle autorità di svolgere tutti gli opportuni controlli affinché, in occasione della festa del sacrificio, nessun animale sia ucciso in alcun mattatoio improvvisato e, secondo procedura, contrario alla legge italiana". E' questo l'appello che l'Enpa rivolge a istituzioni e forze dell'ordine affinché vigilino contro possibili macellazioni clandestine. "Come vegetariana convinta sono ovviamente contraria alla uccisione di animali, anche per scopi alimentari - dichiara Carla Rocchi, presidente dell'Enpa -. Ma a rendere la macellazione rituale una pratica ancora più crudele sono le modalità con cui l'animale viene soppresso. La morte è causata dal dissanguamento, provocato dal taglio della giugulare, senza che sia praticato alcun tipo di stordimento preventivo: ciò significa che l'animale rimane vigile e cosciente durante tutta l'operazione". C'è poi l'aggravante legata alle macellazioni clandestine. In questi anni si sono verificati numerosi casi di "macelli fai da te" dove un'operazione tanto delicata viene svolta clandestinamente da persone inadeguate, con tutti i rischi che ne conseguono anche sotto il profilo igienico - sanitario. Per evitare inutili e crudeli sofferenze agli animali, la legge italiana stabilisce che i macelli, prima di uccidere gli animali, debbano stordirli; questa normativa, tuttavia, prevede una deroga proprio per rendere possibile la macellazione rituale. "La nostra - spiega l'Enpa - non è una posizione ideologica; non critichiamo i procedimenti di una religione in quanto tale, condanniamo invece i riti crudeli e disumani che provocano tante inutili sofferenze. Con altrettanta convinzione denunciamo il massacro che proprio in queste ore si è svolto in Nepal per la festa indù del Gadhimai, durante la quale, si stima, sono stati trucidati circa 300mila animali". Giova ricordare che tutte le volte che si consuma Kebab si favorisce, sia pure inconsapevolmente, la pratica crudele della macellazione rituale. "Il nostro auspicio - conclude l'Enpa - è che sia finalmente possibile raggiungere intese reciproche che permettano conciliare credo religioso e diritti degli animali, multiculturalismo e rispetto della legalità". (27 novembre)
:: MACELLAZIONE RITUALE, MULTICULTURALISMLO E DIRITTI DEGLI ANIMALI. PRESENTATA UNA INIZIATIVA A REGGIO EMILIA
Macellazione rispettosa della tradizione islamica, ma anche delle leggi e degli animali. Questi i principi dell'accordo presentato questa mattina in Provincia da Roberta Rivi, assessore provinciale all'Agricoltura e Benessere animale; Franco Corradini assessore comunale alla Sicurezza e coesione sociale di Reggio Emilia; Antonio Cuccurese del Servizio veterinario Ausl; l'imam Aboabdel Rahman del Centro islamico di via Gioia; Magdy e Giovanna El Meligy, Alaa Keloudj della Comunità egiziana di Montecchio; Mohammed Gtaiba del Centro islamico di via Monari e Stella Borghi dell'Enpa.
La festa del sacrificio. Quest'anno i Musulmani celebrano la Festa del Sacrificio (Id al Kabir), o "Festa Grande", che ricorda il Sacrificio di Abramo, venerdì 27 novembre e nei tre giorni immediatamente successivi. I musulmani sacrificano come Abramo un animale che deve essere fisicamente integro ed adulto e che può essere un ovino, un caprino od un bovino. "Il rito della macellazione rituale, in occasione della Festa di Abramo, è da tempo all'attenzione della Provincia, al fine di ricercare soluzioni che siano rispettose tanto delle tradizioni religiose, quanto delle leggi e del diritto dell'animale ad evitare inutili sofferenze - ha spiegato l'assessore Roberta Rivi - In tal senso si è cercato di costruire un percorso comune con le comunità islamiche locali e le associazioni a tutela degli animali".
La discussione. Proprio a Palazzo Allende, il 5 novembre scorso, con il supporto tecnico della Direzione del Dipartimento veterinario della Ausl di Reggio Emilia, sono state presentate ai leader religiosi e ai rappresentanti di numerose comunità islamiche e delle associazioni animaliste della provincia di Reggio, diverse tecniche da applicarsi in impianti autorizzati, che cercano di rispettare il rito religioso, pur tutelando il diritto al benessere dell'animale sacrificato. In particolare saranno 4 i macelli (Rio Saliceto, Carpineti, Bagnolo e Reggiolo) nei quali verrà praticata la macellazione con il rituale islamico che dovrebbe riguardare quasi un migliaio di animali.
La campagna. I rappresentanti della comunità islamica hanno preso visione in modo attento e costruttivo delle tecniche presentate ed hanno acquisito il materiale documentale, assicurando attenzione e collaborazione. E' stato predisposto anche del materiale documentale-informativo, in diverse lingue, relativo alle modalità di macellazione rispettose delle tradizioni religiose, ma anche delle normative vigenti in materia di igiene e di sanità e del benessere animale.Il materiale informativo, "volantini e manifesti", è stato diffuso presso le Comunità Islamiche tramite gli uffici Urp di tutti i Comuni della provincia, quale campagna di comunicazione indirizzata alle famiglie di fede/cultura islamica volta alla informazione ed alla promozione dei principi sopra elencati. Del Gruppo di lavoro sulla macellazione rituale-religiosa hanno fatto parte i rappresentanti di: Provincia di Reggio Emilia, Comuni Sede di distretto - Reggio Emilia, Scandiano, Castelnovo Monti, Montecchio, Guastalla, Correggio -, Azienda USL di Reggio Emilia, Associazioni degli Immigrati di religione islamica, Comandi di Polizia municipale dei distretti della provincia di Reggio Emilia, Enpa. (23 novembre)
Articolo del 21 novembre tratto da Il Giornale di Reggio Online
:: GENOVA, L'OSPEDALE SAN MARTINO APRE AI QUATTROZAMPE. L'ENPA: "OTTIMA INIZIATIVA"
"Permettere che i quattrozampe facciano visita ai loro proprietari ricoverati presso l'ospedale San Martino di Genova è una decisione di gradissimo coraggio che, ne sono certa, avrà conseguenze importanti per la salute e il benessere dei pazienti. Sono infatti numerosi i degenti che soffrono, non soltanto per il disagio fisico della loro condizione di malati, ma anche per la separazione forzata dai loro animali". Questo il commento di Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa, al provvedimento con cui - a partire dal 1° dicembre - l'ospedale San Martino di Genova consentirà ai degenti di ricevere le visite dei loro animali d'affezione. Il "lasciapassare", tuttavia, non riguarda tutte le specie - possono essere accolti cani, gatti e conigli, ma non gli uccellini - e prevede una serie di adempimenti. Per entrare in ospedale con "animali al seguito", infatti, occorre farne richiesta al personale medico almeno 24 ore prima della visita. Ma non è tutto. Tra gli altri documenti richiesti dalle autorità sanitarie: l'assenso degli altri degenti alla visita; il libretto che certifichi le vaccinazioni; l'iscrizione all'anagrafe; un certificato di buona salute dell'animale redatto al massimo 15 giorni prima della visita; l'assicurazione (per i cani). I possessori di un quattrozampe non devono poi dimenticare il guinzaglio e la museruola nonché - per la raccolta delle deiezioni - la paletta e i sacchetti o i telini monouso assorbenti. "Gli adempimenti richiesti per l'accesso dei quattrozampe al San Martino - aggiunge Rocchi - sono impegnativi. Mi rendo conto sono numerose le esigenze da tutelare, prime fra tutte il rispetto degli altri pazienti e le procedure igienico-sanitarie. Sono però altrettanto convinta che, dopo un primo periodo di rodaggio, anche i più scettici sapranno apprezzare appieno i benefici terapeutici derivanti dalla compagnia di un quattrozampe". (27 novembre)
:: LA SUA PROPRIETARIA INCIAMPA E CADE SU UN MARCIAPIEDE, CAGNOLINA CHIAMA I SOCCORSI
La sua anziana proprietaria era inciampata e caduta su un marciapiede di via Paleocapa, a Savona. L'incidente però non è sfuggito al cane della signora, che ha iniziato a guaire e agitarsi per attirare l'attenzione dei passanti e ottenere un immediato soccorso. La storia ha un lieto fine: l'ambulanza è arrivata tempestivamente e l'anziana donna è stata appoggiata sulla barella. Ma lei, la cagnolina, non voleva proprio separarsi dalla sua mamma acquisita e ha più volte cercato di salite sul mezzo ma, sulle ambulanze, non sono previsti quattrozampe a bordo. In attesa che la sua proprietaria si rimetta dalle conseguenze della caduta, la cagnolina è stata affidata alle cure della nipote. (24 novembre)
:: L'INCREDIBILE STORIA DI MOSE', PRESO A BASTONATE, RINCHIUSO IN UN SACCO E SALVATO ALL'ULTIMO MINUTO
E' vivo per miracolo, Mosé. Mosé è uno splendido meticcio che - poco meno di due anni di vita - ha dovuto sperimentare sulla propria pelle un gesto di indescrivibile crudeltà. E' lunedì e, come tutti i giorni il quattrozampe - un trovatello - se ne va in giro tranquillamente per le strade di Statte, un centro abitato a poca distanza da Taranto. Il cagnolino, però, non sa che quello non è proprio il suo giorno fortunato. Un 68enne incrocia il cammino del cane, lo vede, si avvicina. Mosé, immaginando un gesto di tenerezza dell'uomo, non fugge, lo guarda, forse scodinzola; si aspetta che da un momento all'altro una mano amica lo accarezzi delicatamente sul muso. E invece nessun gesto affettuoso per lui. Un bastone lo colpisce a più riprese: una, due, tre, quattro volte, con una furia cieca e violenta, impensabile per un essere umano. Non soddisfatto della sua "prestazione", il 68 enne solleva di peso Mosé - dolorante e malconcio - lo rinchiude in un sacco e lo abbandona al suo destino. Intervengono i Carabinieri. "Il cane è morto", pensano gli agenti che consegnano il "pacco" alla ditta incaricata di smaltirne il corpo. Ed è a questo punto che si compie il miracolo. Un dipendente dell'impresa si accorge di un movimento leggero, quasi impercettibile, capisce che all'interno di quel fagotto c'è un cuore che batte ancora e, senza pensarci due volte, soccorre il cagnolino. Una corsa frenetica per raggiungere l'Enpa di Taranto, i cui volontari si dedicano, anima e corpo, al salvataggio del quattrozampe. Nella sventura Mosé è stato fortunato: lentamente si sta riprendendo dalle ferite del corpo; quelle dell'anima, invece, sono ancora dolenti. Per il 68enne le cose non sono andate altrettanto lisce. L'uomo è stato denunciato e del suo caso si sta occupando il procuratore capo Franco Sebastio; l'Enpa di Taranto, dal canto suo, ha preannunciato che si costituirà parte civile nel processo a carico dell'uomo. (26 novembre)
:: CATANIA. GRAVEMENTE FERITO E SANGUINANTE, CANE ABBANDONATO SENZA SOCCORSI
"Per l'ennesima volta, purtroppo, devo richiamare l'amministrazione comunale di Catania al rispetto delle competenze che le appartengono per legge". Queste le parole pronunciate da Cataldo Paradiso, responsabile della Sezione Enpa di Catania, a seguito della nuova inadempienza di cui si sono rese responsabili le autorità comunali che hanno lasciato senza soccorsi un cane gravemente ferito e sanguinante. E' sabato sera e, come di consueto, le strade del capoluogo etneo sono illuminate a festa mentre un gioioso via vai di passanti anima di vita l'intera città. Ma non via Etnea. In questa centralissima via di Catania l'atmosfera gioiosa è spezzata da una scena drammatica: accasciato sull'asfalto e terrorizzato, gravemente ferito e sanguinante, un cagnolino rivolge sguardi supplici ai passanti implorando aiuto. Immediatamente parte la chiamata alla sala operativa della Polizia Municipale, dove un solerte funzionario rassicura circa la tempestiva dei soccorsi. Passano prima i minuti, poi le ore - due - senza che né il pronto intervento né l'associazione Aipa né il veterinario diano un segno della loro presenza. "Tutto a posto, stiamo provvedendo alla messa in sicurezza dell'animale", rassicurano le autorità locali. Il povero animale, intanto, circondato da persone scandalizzate e sconvolte per l'inadempienza delle autorità locali, continua ad aspettare i suoi salvatori. Ma essi, però, non arriveranno mai. "Se lo avessero dimenticato, vorrei ricordare alle istituzioni locali che la legge nazionale (la 281/91) e regionale (la 15/2000) stabilisce che il comune (quindi la Polizia Municipale) e l'azienda sanitaria locale provvedano fattivamente alla tutela, alla salvaguardia, alla soccorso e al benessere degli animali presenti sul territorio", commenta Cataldo Paradiso. "Ogni comune - aggiunge Paradiso - deve avere un proprio canile o stipulare convenzioni con canili privati, che devono essere strutture autorizzate ed efficienti. L'Asp, invece, deve provvedere con sollecitudine al pronto soccorso di quegli animali che avessero bisogno di cure immediate. Ciò è quanto stabilisce la legge che, purtroppo, da queste parti rimane spesso lettera morta". (23 novembre)
:: ANIMALI. MAI PIÙ ELEFANTI NEGLI ZOO INDIANI. L'ENPA: "QUANDO LA LIBERTÀ ANCHE IN ITALIA?"
La svolta in materia di detenzione di animali circhi e zoo arriva dall'India: facendo seguito alle pressioni del governo, l'Autorità Centrale dei Giardini Zoologici indiani ha infatti vietato la detenzione in cattività degli elefanti. Il divieto è stato imposto per proteggere gli esemplari di elefante indiano; gli animali che finalmente abbandoneranno il chiuso dei loro recinti saranno gestiti all'interno dei parchi naturali. Il provvedimento delle autorità indiane è importante perché, proprio dalla direzione degli zoo viene l'affermazione della incompatibilità per gli elefanti della vita in condizioni di cattività; tuttavia il provvedimento non affronta altre situazioni di sfruttamento degli elefanti, infatti la destinazione all'interno dei parchi naturali non configura uno stato di benessere e di libertà ma il condizionamento alle esigenze del turismo il che per gli elefanti significa lavoro e stress. Pur con questa lacuna, la decisione delle autorità indiane è un passo avanti in quanto afferma un principio. "Questo provvedimento - ha dichiarato Giovanni Guadagna, responsabile Ufficio Cattività di Enpa - crea una situazione paradossale: mentre l'India libera gli elefanti dagli zoo per restituirli ai parchi naturali, l'Italia, con la scusa di presunti progetti conservazionistici, premia anche economicamente le strutture della cattività animale. Da notare, inoltre, e questo rappresenta un altro paradosso, che nel nostro Paese si trovano numerosi esemplari di elefante indiano, proprio quella specie che il governo dell'India si è impegnato a tutelare". L'unico modo per salvaguardare gli esemplari di una specie in via di estinzione - secondo l'Enpa - è di proteggerli all'interno del loro ambiente naturale, non di costringerli a riprodursi tra gabbie e recinti. "In materia di cattività - aggiunge Guadagna - il nostro Paese è ancora molto indietro: ci sono alcune proposte di legge per liberare gli animali dalle loro prigioni ma sono tuttora ferme in Parlamento". "Alcuni mesi fa - conclude Guadagna - a darci una lezione di civiltà è stata la Bolivia che ha vietato i circhi con gli animali, adesso è il turno dell'India; saremo in grado di seguire il loro esempio?" (25 novembre)
:: GIU' LE MANI DAI "MILLE", L'ENPA CONTRO IL PROGETTO DEL COMUNE DI CATTURARE E ABBATTERE I PICCIONI DI SAVONA
Ufficialmente, la cattura e il successivo abbattimento di circa mille piccioni savonesi dovrebbe permettere all'Istituto Zooprofilattico di verificare che i volatili non siano portatori di malattie trasmissibili all'uomo. Ufficiosamente, la Sezione Enpa di Savona ritiene che tale misura sia finalizzata soprattutto a tenere sotto controllo la popolazione cittadina di volatili. Nell'uno e nell'altro caso - sostengono i volontari savonesi - il provvedimento è ingiustificato poiché entrambi gli obiettivi possono essere raggiunti con metodi incruenti. "Se le autorità locali vogliono fare un check medico ai nostri piccioni - spiega la Sezione Enpa di Savona - non è necessario abbatterli; è sufficiente analizzarne le piume o le deiezioni". "Tra l'altro - prosegue l'Enpa - è vero che alcuni uccelli possono essere portatori di malattie trasmissibili all'uomo, tuttavia non sono animali pericolosi". La conferma arriva dall' Università di Basilea. In un articolo che sarà pubblicato a breve sulla rivista medica Journal of Infection, due ricercatori - Daniel Haag/Wackernagel e H.Moch - passano in rassegna la letteratura italiana, francese, tedesca e inglese sulla trasmissione di malattie dal colombo di città (Feral Pigeon) agli esseri umani e concludono che per l'uomo non esiste un "allarme sanitario piccioni". Dall'analisi di 77 studi epidemiologici, condotti su esemplari di Colombo di città in 60 aree urbane e regioni, è infatti emerso che su un totale di 60 organismi patogeni (di cui 5 virus, 9 batteri, 45 funghi e 1 protozoo) soltanto 7 di essi hanno trasmesso malattie all'uomo. Non solo. Considerando un arco temporale di 60 anni (1941 - 2003), i casi documentati relativi alla trasmissione di malattie all'uomo sono stati appena 176 (tra cui: solo un caso di Salmonellosi e un caso di Toxoplasmosi). "Se poi l'obiettivo delle istituzioni locali - proseguono i volontari Enpa - non è quello di difendere i savonesi da una minaccia inesistente ma, semplicemente, di tenere sotto controllo la popolazioni di piccioni, vorremmo ricordare alle autorità le nostre proposte in materia, tanto efficaci quanto economiche". Tra gli interventi suggeriti dalla Protezione Animali: la somministrazione di mangime "sterilizzante", trattato con nicarbazina, e il trasferimento della colonia di colombi di piazza Saffi - si trova nel centro di Savona e contiene il 50% di tutta la popolazione urbana di colombi - lungo l'alveo del torrente Letimbro, una zona meno "fastidiosa" per cittadini. Il progetto di eliminare mille colombi, annunciato e non ancora eseguito, alcuni risultati - sia pure di segno opposto - li ha già prodotti: se da un lato sono aumentati i casi di avvelenamento indiscriminato dei volatili, l'ultimo dei quali risale proprio ai giorni passati, dall'altro è anche montata la protesta dei cittadini, molti dei quali hanno inviato lettere di protesta ai giornali locali chiedendo alle istituzioni locali di tornare sui loro passi. Saranno dunque gli animali a pagare, ancora una volta, il prezzo delle psicosi dell'uomo? (23 novembre)
:: CACCIA, DEROGHE IN LOMBARDIA, L'EUROPA INTERVIENE D'URGENZA PER DIRE STOP. DURE DICHIARAZIONI DEL COMMISSARIO DIMAS
"Avevamo chiesto l'intervento urgente di Commissione europea e Corte di Giustizia verso un atto che calpestava il diritto comunitario e la Costituzione italiana, è così è stato. Anzi di più, considerate le dure dichiarazioni del Commissario europeo all'ambiente Stavros Dimas". Lo affermano in una nota congiunta le associazioni Amici Della Terra, Enpa, Fare Verde, Lac, Lav, Legambiente, Lipu, Vas, Wwf che avevano avanzato specifica istanza agli Organismi comunitari. "La regione Lombardia, nonostante i pronunciamenti della Corte Costituzionale e il pesante contenzioso con l'Europa, ha ugualmente proceduto all'emanazione dell'ennesima legge che permette di cacciare in deroga specie di uccelli protetti e non cacciabili - affermano le associazioni -. L'intervento dell'Unione europea, che ha chiesto un'ingiunzione urgente della Corte di Giustizia al fine di annullare la legge lombarda e fermare questo nuovo, ennesimo illecito, rappresenta un'iniziativa eccezionale ma doverosa e inevitabile, che apprendiamo con grande soddisfazione e che restituisce ai cittadini fiducia nelle istituzioni e certezza del diritto. "Non è possibile, peraltro, non mettere in rilievo le dure parole dello stesso Commissario all'ambiente dell'UE Stavros Dimas che ha evidenziato come gli Stati membri debbano seguire correttamente le norme per la conservazione degli uccelli e della biodiversità e ha ricordato che la normativa comunitaria sull'ambiente consente la concessione di deroghe in casi eccezionali e solo nel caso in cui non esistano soluzioni alternative e vengano rispettate le rigide condizioni previste, al contrario di quanto si continua a fare in Italia e in particolare in Lombardia e Veneto. "L'intervento della Commissione europea - concludono le associazioni - mette anche a nudo la grave inazione del Governo italiano, che, per ragioni tuttora inspiegabili, non ha ritenuto di agire contro la legge lombarda ma che a questo punto è chiamato a prendere atto, assieme alle regioni "colpevoli", che l'infelice stagione italiana della caccia ai piccoli uccelli protetti è definitivamente finita". (23 novembre)
:: OPERAZIONE DELLE GUARDIE ZOOFILE DI CASERTA: CACCIATORI "IN NOTTURNA" SEGNALATI ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA
Cacciavano a notte fonda - erano le due del mattino - ma sono stati scoperti dalle Guardie Zoofile dell'Enpa di Caserta. A cadere nella rete dei volontari della Protezione Animali sono stati tre cacciatori, denunciati all'autorità giudiziaria per maltrattamento di animali; costruzione abusiva in cemento (utilizzata per appostamenti fissi, non consentiti); detenzione di attrezzature illegali e di richiami vivi (anch'essi non autorizzati). Le Guardie Zoofile Enpa hanno anche sequestrato alcune anatra che, dopo un "check up" dal veterinario, sono state liberate nel Palazzo Reale di Caserta. (24 novembre)
:: TRUFFA SUI FONDI COMUNITARI IN LIGURIA, LE GUARDIE ZOOFILE ENPA DI GENOVA SEGNALARONO IL FATTO NEL 2005
Esiste un collegamento tra l'inchiesta che le autorità giudiziarie stanno conducendo proprio in questi giorni su una possibile truffa relativa all'erogazione, in Liguria, dei fondi europei e regionali per l'agricoltura, e un intervento delle Guardie Zoofile Enpa di Genova in un allevamento dell'entroterra genovese, a Mele. L'operazione dei volontari Enpa risale al 2005, quando, dopo alcune segnalazioni, le Guardie Zoofile e i veterinari della Asl sono intervenuti direttamente per verificare la fondatezza delle indiscrezioni che riferivano di gravi maltrattamenti ai danni degli animali da reddito. Quello che sulla carta doveva essere un allevamento biologico si rivelò, nella realtà dei fatti, un campo di tortura: sulle colline incolte e brulle vagavano una cinquantina di animali, tra mucche e vitelli, in condizioni talmente disagiate da non avere neppure la forza di reggersi sulle proprie zampe. "Non avevo mai visto nulla di simile - dichiarò all'epoca Rosanna Zanardi, responsabile della Sezione Enpa di Genova -. Le mucche sono tutte prive di latte e i pochi vitelli sopravvissuti all'inverno, rischiano di morire". Ma il peggio doveva ancora venire. Disseminate lungo il profilo scosceso del colle le Guardie Zoofile trovarono le carcasse di quattordici bovini, morti di stenti, mentre di altri 50 animali - le mucche che "l'allevatore" aveva denunciato alle autorità sanitarie erano complessivamente 104 - si era persa ogni traccia. Come pure sembravano essere svaniti nel nulla anche dodici asini e trenta pecore. E fu proprio in quella circostanza che venne sollevato, per la prima volta, l'impiego dei fondi europei, concessi all'allevatore non soltanto per agevolare metodi di allevamento "biologici" ma anche per contribuire ai miglioramenti strutturali di una stalla che, alla prova dei fatti, non esisteva neanche. Quattro anni dopo - è cronaca di questi giorni - organi di stampa locale chiamano in causa lo stesso allevatore di Mele per aver incassato contributi regionali per 400 mila euro (in tredici anni); una somma destinata alla realizzazione di una recinzione di 15 chilometri, alla ristrutturazione delle cascine, e alla creazione di alcune prese d'acqua. «Le Finanza è venuta quattro volte a trovarmi,ha passato in rassegna tutto, ricevute fiscali e opere. È sempre stato tutto in regola, alla luce del sole», si difende l'allevatore. «Ricevo 250 euro a bestia all'anno per periodi quinquennali di pascolo turnato - prosegue l'uomo -. I bovini vengono fatti spostare ogni cento giorni in una zona diversa. Così il bosco e la macchia mediterranea vengono tenuti in ordine e in caso d'incendio le conseguenze non sono così gravi. In cambio la Regione praticamente mi paga il fieno, cioè circa 15 mila euro all'anno». Secondo l'uomo i circa 400mila euro in tredici anni dovrebbero essere considerati come un anticipo a fondo perduto sul denaro necessario a pagare la metà della recinzione delle cascine ristrutturate. Sta di fatto che il rifugio in muratura per gli animali, una delle opere "sovvenzionate", risulterebbe pericolante. Secondo gli inquirenti, che hanno sequestrato la struttura, il sistema di pagamenti nasconderebbero, in realtà, una truffa, parte di un sistema più esteso che coinvolgerebbe anche amministratori pubblici. (24 novembre)
:: UN CALENDARIO A QUATTROZAMPE (E NON SOLO) PER AIUTARE I TROVATELLI DEL COMUNE DI PIOMBINO
Si chiama "Randagi a Piombino e altre meraviglie della natura" il calendario realizzato grazie alla collaborazione tra il Comune di Piombino (Livorno), l'Enpa di Piombino, l'Associazione di Valorizzazione Turistica (Avt) e l'Azienda Servizi Igiene Urbana. Nella veste di "modelli" non sono Fido e Micio, ma anche scoiattoli, volpi, rondini e tanti altri splendidi animali. Obiettivo dell'iniziativa è di sostenere i trovatelli del canile municipale (circa 63 cani) e le 130 colonie feline (ospitano circa 1.300 gatti); il calendario può essere acquistato con un'offerta, a partire da 6 euro. (26 novembre)
:: VISITE VETERINARIE GRATIS AI QUATTROZAMPE DELLE CATEGORIE SOCIALI DISAGIATE. LE PROPONE IL COMUNE DI SAVIGLIANO
Il Comune di Savigliano (Cuneo) vuole seguire l'esempio dell'amministrazione torinese che ha approvato una delibera per l'assistenza veterinaria gratuita ai quattrozampe. La proposta è di Carmine Bonino, collaboratore stretto del Sindaco di Savigliano. "Per gli anziani la compagnia di un animale, cane o gatto che sia, è un sollievo e un aiuto alla solitudine, non un lusso - spiega Bonino presentando la sua iniziativa -, ma a volte queste persone non sono in grado di pagarsi una visita veterinaria o un intervento sul loro animale. Io proporrei al nostro Comune di studiare il modo di convenzionarsi con l'Enpa e con i canili e studi veterinari per consentire a chi ha un reddito basso di poter usufruire delle prestazione veterinarie gratuitamente o a prezzi scontati". Tra i primi a raccogliere l'appello di Bonino è stato Marco Bravi, responsabile della Sezione Enpa di Cuneo. "Esprimiamo il massimo consenso ed appoggio a tutte le iniziative finalizzate a ridurre l'impatto economico nel mantenimento in buona salute degli animali da compagnia per le categorie economicamente deboli, primi tra tutti gli anziani - commenta Bravi -. È innegabile che per questi ultimi gli animali hanno una funzione sociale insostituibile, di compagnia e affetto, ma anche di mantenimento nel contesto sociale. Crediamo quindi che iniziative tese a calmierare i costi veterinari per le categorie bisognose siano una prova di civiltà e di corretto rapporto tra uomo e animale." L'auspicio dei volontari Enpa è che il progetto possa diventare realtà il prima possibile, aiutando concretamente le numerosissime persone che hanno nel loro quattrozampe un inseparabile compagno di vita. (26 novembre)
:: NASCE "TRANTRAN.INTORNO A MONZA & BRIANZA", RIVISTA QUINDICINALE CHE DA' VOCE ANCHE ALL'ENPA
E' arrivata Trantran.Intorno a Monza & Brianza, una rivista quindicinale gratuita dedicata alla nuova provincia di Monza e Brianza. Il primo numero della testata, che ha ricevuto il patrocinio della Provincia di Monza e Brianza e del Comune di Monza, uscirà il 24 novembre e verrà distribuito nelle principali stazioni ferroviarie della provincia, in numerose edicole, bar, biblioteche e info point dei Comuni. L'elenco completo sarà disponibile sull'edizione online, www.trantran.net. La rivista nasce dalla mente di tre giovani redattrici, ed è guidata dal direttore Alfredo Rossi, giornalista già collaboratore di rinomate testate nazionali. Trantran rispecchia la loro passione per la Brianza e la voglia di scoprire e raccontare la cultura, l'arte, i luoghi e le persone (famose ma anche semplici cittadini) che animano questo territorio. La rivista nasce con l'obiettivo di raccontare in modo moderno, dinamico e attuale la vita della provincia, e di diventare luogo di incontro e confronto fra tutti coloro che vivono e lavorano nel territorio brianzolo. La Sezione Enpa di Monza e Brianza collaborerà attivamente con Trantran, a partire dal primo numero. Le tre redattrici, grandi amanti degli animali, hanno voluto infatti la partecipazione dell'Enpa per la rubrica "In cuccia" che racconterà il mondo dalla prospettiva degli animali, dando loro voce e speranza: in questa pagina ci sarà in ogni edizione uno spazio dedicato all'Enpa di Monza e Brianza. A nome di tutti gli animali, i volontari della Protezione Animali di Monza e Brianza ringraziano Trantran per l'opportunità offerta e per la sensibilità mostrata nei confronti degli animali. (23 novembre)
:: ESPOSIZIONE FELINA MAGNIFICAT: GATTI DETENUTI IN STRETTE GABBIE ANCHE A SCOPO DI VENDITA
L'Enpa e la Lav di Roma, il giorno dopo l'esposizione felina Magnificat, svoltasi lo scorso fine settimana, confermano tutti i timori preannunciati alla vigilia. Come accertato dai controlli dei volontari dell'Enpa e della Lav di Roma, negli stand della fiera, infatti, erano esposti cartelli con le scritte "Cuccioli disponibili": venivano proposti gatti in vendita a ? 500, detenuti anche in 4 in gabbie di un metro quadro. I felini, provenienti da allevamenti di tutta Italia, dopo lunghi ed estenuanti viaggi si sono trovati a passare un fine settimana infernale, esposti davanti a migliaia di visitatori accalcati davanti alle piccole gabbie dove erano rinchiusi, nel caos più totale, causato anche dagli altisonanti annunci continui provenienti dal palco allestito nel salone principale. "A Roma vige un Regolamento comunale approvato all'unanimità dal Consiglio comunale nel 2005 - dichiarano Claudio Locuratolo, Presidente dell'Enpa Roma, e Bruno Ceravolo, Responsabile Provinciale Lav Roma - che vieta la vendita occasionale di animali, che non consente l'organizzazione di manifestazioni a scopo di lucro, sfruttando animali di qualsiasi specie, e non ne consente l'esposizione in luoghi altamente rumorosi. Ma le regole che tutelano gli animali, ultimamente, a Roma vengono sistematicamente ignorate e disattese da chi dovrebbe farle rispettare. Chiediamo al Sindaco, all'Assessore all'Ambiente ed al Direttore dell'Ufficio Tutela e Benessere Animali come possa essere stata autorizzata una simile manifestazione, organizzata da una società di tipo commerciale (SRL) e che richiedeva il pagamento del biglietto d'ingresso di ? 8. Di certo, non era una manifestazione senza scopo di lucro, eppure è stata autorizzata: forse perché gli animali non possono fare ricorso al TAR? Chiediamo al Sindaco Alemanno attenzione per le regole a tutela degli animali, la stessa attenzione messa in campo per altre recenti ordinanze comunali." L'Enpa e la Lav di Roma auspicano che l'Ufficio Tutela e Benessere Animali del Comune di Roma vigili accuratamente sulla futura organizzazione dell'evento e sulle manifestazioni similari, concedendo autorizzazioni unicamente nel rispetto della normativa vigente ed effettuando controlli pre e post svolgimento relativamente ad eventi di questo tipo. (23 novembre)
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--------------------------------------------------------------------------------------Hanno parlato e scritto dell'Enpa e delle sue iniziative, tra il 20 e il 27 novembre, tra gli altri, le seguenti testate giornalistiche:
Ansa
Apcom
Il Giornale di Brescia
Il Giornale di Sondrio
Il Giornale di Vicenza
Il Mattino di Padova
Il Secolo XIX
L'Arena
La Nuova Venezia
La Tribuna di Treviso
;@Nordest
Arezzo Notizie
Big Hunter
Cacciapassione
Città di Genova
Cuneocronaca.it
Il Ponente
Il Vostro Giornale
Interno 18
La Dea della Caccia
Manfredonia.net
Oggi Treviso
Parmadaily.it
Savona News
Tiscali Notizie